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RomanticaMENTE

Ecco, in maniera estremamente sintetica, l’aggiornamento sull’ultima pubblicazione di Parisi. il brano si chiama “Ti amo perché”.

Se dovessi scegliere tra il tuo amore e la mia vita, sceglierei il tuo amore, perché è la mia vita.

(Jim Morrison)

Ti amo perché, perché sei grande festa sei Natale. Ti amo perché, perché sei la candela accesa nel mio temporale.

(Mimmo Parisi)Ti amo perché500jpg

“Ti amo perché” è una canzone scritta da C. Parisi. Arrangiata, suonata e interpretata interamente dall’autore in home recording. E’ presente nei principali digital stores come ReverbNation, Jamendo, SoundCloud etc.

“Ti amo perché (I love you because)” is a song written by C. Parisi, know. Arranged and performed entirely by the author in home recording. And ‘present in the major digital stores like ReverbNation, Jamendo, SoundCloud, etc.

Giovanni Contini, collaboratore web e giornalista freelance

Tutti milionari

Incredibile, la Sinistra (!) ha riferito di essere scandalizzata dalle parole di Piero Pelù e, come già il signor Matteo Renzi in altre occasioni, riferendosi a chi gli darà filo da torcere alle europee, lo ha definito “Un milionario che critica gli 80 euro”

Di questo passo gli italiani, anche se in questo caso eccellenti come Grillo prima e Pelù dopo, sarebbero tutti milionari. Bene, allora a che cazzo di gioco si gioca? Se tutti si ha i soldi dove è la crisi? Ah già, è vero, ci sono quei poveri manigoldi dei politici che non riescono a tirare avanti. Poverini e tapini! Ma chi può credere veramente che Pelù sia milionario? Nè, probabilmente, lo è Grillo. Gli 80 euro sono un chiaro tentativo di comprarsi i voti di quei poveri votanti che sbagliano sempre a chi dare il loro apporto. Quando dal palco del concertone del Primo maggio attaccavano Berlusconi andava tutto bene. Ora che governa la sinistra nessuno può fiatare. E il Pd fa quadrato contro Piero Pelù.

 
 

Fanno ancora discutere le parole di Piero Pelù, che dal palco del “concertone” del Primo maggio, a Roma, ha preso di mira il presidente del Consiglio. Prima definendolo “boyscout di Licio Gelli”, poi attaccando la misura dell’esecutivo a cui il premier più tiene, gli ottanta euro in busta paga in più a chi guadagna fino a 1500 euro al mese.

 

Il rocker fiorentino ha detto: “Non vogliamo elemosine da 80 euro, vogliamo lavoro…”. E dalla folla di giovani e meno giovani accalcati in piazza San Giovanni si è alzato un boato.

Fuori dal palco, con l’adrenalina ancora alta, Pelù ha detto:Pagherò le conseguenze di quello che ho detto ma non me ne frega nulla. Questi ragazzi hanno bisogno di sentire qualcuno che dica certe cose. Ormai i mezzi di distrazione di massa sono compatti sulla propaganda. Ci vuole una voce fuori dal coro”. 

Ovviamente le parole di Pelù non sono passate inosservate. E sono arrivate moltissime prese di posizione. Alessandra Moretti (Pd): “Sarebbe bene che comici e cantanti si occupassero del loro mestiere”. E subito dopo ha contestato il fatto che gli 80 euro siano stati definiti come “un’elemosina quando ci sono persone che potranno fare una spesa in più a settimana”. Pina Picierno affida la sua replica ad una battuta: “Quando la politica va veloce succede che il rock diventa lento”. Poi rincara la dose: “Probabilmente Pelù era impegnato in una registrazione di The voice e non si è accorto di quanto stava avvenendo nel nostro paese, forse non sa che gli 80 euro che il governo Renzi ha deciso di redistribuire a chi ha sempre pagato non sono un’elemosina come l’ha definita lui, ma il primo passo verso l’equità sociale che noi del Pd vogliamo assolutamente riportare in questo paese. Mi dispiace, conclude la Picierno, che a dire no a questi 80 euro sia una persona fortunata e benestante grazie al suo talento. ogni tanto però bisognerebbe uscire dai panni del rocker milionario e indossare quelli di chi vive con mille euro al mese”.

Il deputato Dario Ginefra (Pd) se la prende con Cgil, Cisl e Uil, organizzatori del concerto: “Io non ho votato per Renzi al congresso e a volte non ne condivido il modo di fare, ma trovo le parole di Piero Pelù offensive per l’intero popolo democratico. Attribuire a Renzi, dopo due mesi di Governo, le responsabilità della crisi economica, sociale ed occupazionale di oggi è stato atto di disonestà intellettuale – osserva Ginefra -, accostarlo alla figura di Gelli dileggiando anche il movimento scoutista una pessima forma di protagonismo.

Giudizio critico della faccenda: finitela, eredi dei democristiani mascherati da sinistroidi per niente credibili, e ascoltatevi “Arrendetevi siete circondati” di Mimmo Parisi: (http://www.jamendo.com/it/track/1116092/arrendetevi-siete-circondati), forse qualcosa vi sarà più chiaro!  

Marco Dante, blogger

Maurizio “MorrizZ” Borghi tra Bullet & Backyardbabies

A cura di Maurizio “MorrizZ” Borghi
 
 
 
Il gelato venerdì sera bolognese è infiammato dal rock n’roll scandinavo al Sottotetto, club rurale  infestato di rocker pronti a inneggiare ai Backyard Babies, freschi del loro ultimo, omonimo lavoro. Il locale è accogliente e caldissimo, e stasera è colmato nella sua interezza da un pubblico entusiasta che si dimostrerà disposto ad acclamare anche gli opener. Il palco altissimo e stretto in profondità è sicuramente la particolarità del locale: tutti però godranno di ottima visibilità vista la statura fisica degli headliner… 
 
Si inizia con i BULLET…
 

Immaginiamo che l’esistenza dei Bullet sia ignorata quasi dalla totalità del locale, considerata soprattutto la scelta infelice del nome, che rende quasi impossibile reperire anche una biografia tramite Google. Gli svedesi saltano sul palco in una tenuta completamente anacronistica: capelli lunghissimi, pantaloni e giacche di pelle su petto nudo, sneakers da basket e movenze che li fanno apparire come appena usciti da Guitar Hero Rock The ’80. Fa contrasto il cantante, un ricciolone tutto tondo uguale al Pierino post-Vitali con bracciali borchiati, esilarante alla vista ma con una voce al vetriolo: potrebbero esserci loro al posto degli Airbourne, in una rilettura degli AC/DC festaiola e spruzzata di speed power ottantiano. I presenti cadono vittime in pochi minuti, e rispondono a gran voce a piccole perle come “Dusk Till Dawn”, “Turn It Up Loud”, “Rambling Man” e le altre irresistibili canzoni della setlist. Che sorpresa!

 

playlist artwork

 presenta Mimmo Parisi

Link: http://www.youtube.com/watch?v=rakuoJZwoCE

 

…E si finisce coi BACKYARD BABIES

Chi scrive non si aspettava molto dai Backyard Babies. In tutta onestà il gruppo, pur mantenendosi su standard elevati, ha calato (come è naturale che sia in anni di attività) progressivamente di intensità e potenza, adagiandosi su livelli di professionalità elevati ma tralasciando il “fattore sballo”. Perché il capolavoro “Total 13” faceva respirare una pericolosità autodistruttiva simile ai capolavori come “Appetite For Destruction”, col tempo diluita in grinta e urgenza verso altri lidi. Questa la fotografia che avevamo in mente… almeno fino a questa sera: sin dall’entrata, un Johan incazzato a morte con la spia ci fa intuire che la serata promette scintille e, sorpassando le più rosee aspettative, così è stato. Con un Nicke mai così (stra)fatto, magrissimo ed emaciato, pronto ad appoggiarsi alle casse o al locale durante un minuto di pausa, e un Dregen schizzato e nervoso come ai vecchi tempi, subito a petto nudo, l’aggressività dei Backyard si mangia problemi tecnici e calura insopportabile del locale, trasportando tutti i presenti su un ideale Sunset Boulevard di Stoccolma. La scaletta contiene molto materiale dell’ultimo self-titled: le varie “Degenerated”, “Fuck Off And Die”, “Idiots” e “Saved By The Bell” sono rese però in una versione grintosa e sono supportate da un pubblico incredibile e su di giri, che non manca di finire sul palco e causare grattacapi ai roadie. Da contorno il meglio della discografia degli Ssvedesi, che tra una “People Like People Like People Like Us” e una “Minus Celsius” smuovono anche le fondamenta del locale. Il climax si raggiunge, come al solito, quando le sirene si accendono e vengono eseguite, una di seguito all’altra, “Highlights” e “Look At You”, dopo le quali qualunque brano del quartetto avrebbe sfigurato. Felici di rimangiarci i preconcetti. Bentornati Backyard!