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RomanticaMENTE

Ecco, in maniera estremamente sintetica, l’aggiornamento sull’ultima pubblicazione di Parisi. il brano si chiama “Ti amo perché”.

Se dovessi scegliere tra il tuo amore e la mia vita, sceglierei il tuo amore, perché è la mia vita.

(Jim Morrison)

Ti amo perché, perché sei grande festa sei Natale. Ti amo perché, perché sei la candela accesa nel mio temporale.

(Mimmo Parisi)Ti amo perché500jpg

“Ti amo perché” è una canzone scritta da C. Parisi. Arrangiata, suonata e interpretata interamente dall’autore in home recording. E’ presente nei principali digital stores come ReverbNation, Jamendo, SoundCloud etc.

“Ti amo perché (I love you because)” is a song written by C. Parisi, know. Arranged and performed entirely by the author in home recording. And ‘present in the major digital stores like ReverbNation, Jamendo, SoundCloud, etc.

Giovanni Contini, collaboratore web e giornalista freelance

Gli “Heroes” ci sono ancora

(Presentazione e selezione degli aggiornamenti dal web a cura di Diego Romero, giornalista freelance)
Si chiama “Heroes”, il nuovo singolo di Gianluigi “Cabo” Cavallo, voce dei Litfiba dal 2000 al 2006 (4 dischi d’oro, oltre 200.000 copie vendute). Il titolo è tutto un programma e potrebbe essere, senza modestia paventata, un segno verbale autocelebrativo. Eroi lo siamo del resto tutti. Di alcuni sono raccontate le gesta in forma pubblica, di altri in forma privata e minimalista, della serie che tu sia bravo lo sa il salumiere, il barbiere e l’orologiaio sotto casa, ah, anche la nonna. Cabo Cavallo è indubbiamente uno degli artisti più sottovalutati di questa Italia piagnona. Comunque il videoclip di “Heroes” è stato inaspettatamente pubblicato su Youtube da meno di una settimana rompendo un silenzio discografico che durava da 7 anni. La reinterpretazione del classico di David Bowie, un omaggio al Duca Bianco in occasione del suo sessantasettesimo compleanno, è dedicata a tutti i fans che in questi anni di assenza dal palco hanno continuato a invocare a gran voce il ritorno dell’ex voce della rock band toscana.
Il primo singolo solista di Gianluigi Cavallo è dedicato a tutti quelli che sono rimasti legati ai suoi trascorsi artistici ed hanno continuato a seguirlo con affetto. Quella che da molti viene considerata la voce più bella del rock italiano del nuovo millennio, ha coinvolto nella registrazione del brano e nella realizzazione del video proprio loro: i suoi sostenitori, che elevati al ruolo di protagonisti, hanno suonato nel brano, preso parte alle riprese, ed inviato contributi video da tutta Italia, abbattendo le convenzionali barriere fra “artista” e “fan”.
Il brano è stato lanciato senza il supporto di nessuna radio, televisione o giornale, ma unicamente tramite una dedica postata sul suo profilo personale Facebook: “Vi Cercavo. Sempre. Ogni volta da sopra o sotto il palco, io vi cercavo e …Voi c’eravate. […] Eravate lì per cantare, urlare, saltare, imprecare, sfogare, piangere, ridere, danzare, impazzire, vivere, morire, rinascere […] Grazie di ogni foto, video, intervista, post, pensiero che mi continuate a dedicare, nonostante il mio silenzio musicale. […] Questo è per Voi“.
Spinto unicamente dall’onda del passaparola, Heroes ha raggiunto 6000 visualizzazioni su Youtube, raccogliendo commenti entusiasti sui social network; considerata la natura del progetto, sono risultati che “emozionano e colpiscono, ancor di più se si pensa che il progetto è nato soltanto dall’unione di un’affiatata squadra, unita da cuore e passione”.
A proposito di uscite recenti, aggiorniamo anche l’attività di Mimmo Parisi, rockantautore appassionato, il quale ha pubblicato il videoclip di “Ma tutto cambia”, brano d’atmosfera caratterizzato dal suo stile che fa uso, nel caso delle ballad, di chitarre fingerpicking e orchestrazione campionata.
Qui i video di Cabo Gianluigi Cavallo e Mimmo Parisi:

 

Maurizio “MorrizZ” Borghi tra Bullet & Backyardbabies

A cura di Maurizio “MorrizZ” Borghi
 
 
 
Il gelato venerdì sera bolognese è infiammato dal rock n’roll scandinavo al Sottotetto, club rurale  infestato di rocker pronti a inneggiare ai Backyard Babies, freschi del loro ultimo, omonimo lavoro. Il locale è accogliente e caldissimo, e stasera è colmato nella sua interezza da un pubblico entusiasta che si dimostrerà disposto ad acclamare anche gli opener. Il palco altissimo e stretto in profondità è sicuramente la particolarità del locale: tutti però godranno di ottima visibilità vista la statura fisica degli headliner… 
 
Si inizia con i BULLET…
 

Immaginiamo che l’esistenza dei Bullet sia ignorata quasi dalla totalità del locale, considerata soprattutto la scelta infelice del nome, che rende quasi impossibile reperire anche una biografia tramite Google. Gli svedesi saltano sul palco in una tenuta completamente anacronistica: capelli lunghissimi, pantaloni e giacche di pelle su petto nudo, sneakers da basket e movenze che li fanno apparire come appena usciti da Guitar Hero Rock The ’80. Fa contrasto il cantante, un ricciolone tutto tondo uguale al Pierino post-Vitali con bracciali borchiati, esilarante alla vista ma con una voce al vetriolo: potrebbero esserci loro al posto degli Airbourne, in una rilettura degli AC/DC festaiola e spruzzata di speed power ottantiano. I presenti cadono vittime in pochi minuti, e rispondono a gran voce a piccole perle come “Dusk Till Dawn”, “Turn It Up Loud”, “Rambling Man” e le altre irresistibili canzoni della setlist. Che sorpresa!

 

playlist artwork

 presenta Mimmo Parisi

Link: http://www.youtube.com/watch?v=rakuoJZwoCE

 

…E si finisce coi BACKYARD BABIES

Chi scrive non si aspettava molto dai Backyard Babies. In tutta onestà il gruppo, pur mantenendosi su standard elevati, ha calato (come è naturale che sia in anni di attività) progressivamente di intensità e potenza, adagiandosi su livelli di professionalità elevati ma tralasciando il “fattore sballo”. Perché il capolavoro “Total 13” faceva respirare una pericolosità autodistruttiva simile ai capolavori come “Appetite For Destruction”, col tempo diluita in grinta e urgenza verso altri lidi. Questa la fotografia che avevamo in mente… almeno fino a questa sera: sin dall’entrata, un Johan incazzato a morte con la spia ci fa intuire che la serata promette scintille e, sorpassando le più rosee aspettative, così è stato. Con un Nicke mai così (stra)fatto, magrissimo ed emaciato, pronto ad appoggiarsi alle casse o al locale durante un minuto di pausa, e un Dregen schizzato e nervoso come ai vecchi tempi, subito a petto nudo, l’aggressività dei Backyard si mangia problemi tecnici e calura insopportabile del locale, trasportando tutti i presenti su un ideale Sunset Boulevard di Stoccolma. La scaletta contiene molto materiale dell’ultimo self-titled: le varie “Degenerated”, “Fuck Off And Die”, “Idiots” e “Saved By The Bell” sono rese però in una versione grintosa e sono supportate da un pubblico incredibile e su di giri, che non manca di finire sul palco e causare grattacapi ai roadie. Da contorno il meglio della discografia degli Ssvedesi, che tra una “People Like People Like People Like Us” e una “Minus Celsius” smuovono anche le fondamenta del locale. Il climax si raggiunge, come al solito, quando le sirene si accendono e vengono eseguite, una di seguito all’altra, “Highlights” e “Look At You”, dopo le quali qualunque brano del quartetto avrebbe sfigurato. Felici di rimangiarci i preconcetti. Bentornati Backyard!

Qualche aggiornamento sui One Direction

 
 
 
(A cura di Alex, blogger e divulgatore) 

Guardando il video ufficiale di “You & I” dei One Direction, diretto da Ben Winston, abbiamo immaginato che i ragazzi volessero raccontarci una storia: quella della loro amicizia, del legame creatosi in questi anni insieme.

Guarda il video: You & I dei One Direction

Il (meritato!) periodo di pausa che ha preceduto l’avvio del Where We Are Tour – ha alimentato tra alcuni fan, il sospetto che ci fossero delle tensioni nel gruppo. Nulla di più falso!

…e sul palco di San Siro a Milano e all’Olimpico di Torino ne avrete una conferma definitiva. 

1D molo

YOU & I

C’è una storia che percorre il molo di Clevedon.

Una storia che non teme l’erosione della salsedine, che non sbiadisce al sole, che non muta in base al vento.

E’ la storia di un’amicizia, di quelle che si aggrappano all’anima e che ti lasciano un’emozione che non se ne va.

Puoi pensare ad alta voce, percorrere nuove rotte, stupirti dello scorrere del tempo, lei sarà sempre lì. Immutata.

La storia che percorre il molo di Clevedon ha come protagonisti ragazzi che ancora prima d’incontrarsi, hanno permesso alle loro passioni di farlo. Le stesse che li hanno portati sul palco, a raccontarsi su quelle scale, ridere, piangere di gioia e scoprirsi il più grande gruppo sulla scena pop Mondiale.

1D scale

La storia che viene raccontata sul molo di Clevedon ci insegna che l’amicizia è il faro più luminoso, non alterna mai luce al buio, ma brilla immutato avvolgendo più navi con il suo lucente raggio.

Questa è la storia di Harry, Louis, Liam, Niall, Zayn: qualunque siano quelle che leggerete, che vi racconteranno, quella che percorre il molo di Clevedon è l’unica scritta dalla Realtà.

1D mani