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Si conclude l’edizione 2017 del Premio letterario “NotaD’Autore”

Premio letterario ‘NotaD’Autore’, i vincitori dell’edizione 2017

Si conclude l’edizione 2017 del Premio letterario “NotaD’Autore”. Il contest, grazie all’entusiasmo dei suoi organizzatori, si è presto affermato. È diventato un apprezzabile concorso letterario che, in Italia, permette una iniziativa di raccolta e selezione di musicisti/scrittori. Un luogo letterario che consente agli autori anche emergenti di avvalersi di una vetrina agevolata e, nel panorama italiano, di ritagliarsi una personale chance per arrivare al grande pubblico. L’edizione di quest’anno ha visto principalmente tre sezioni: Narrativa/autobiografie, Romanzo, Rap letterario. Il contest ha ricevuto diverse opere. Grazie ai lettori dallo staff di Cinepoprock che, nella sede abituale, ha oggi ospitato la giuria.

I vincitori

1) “Born to Run”, l’autobiografia, a cui Bruce Springsteen ha dedicato gli ultimi sette anni della sua vita e dove ritroviamo tutta la sincerità, l’ironia e l’originalità a cui ci ha abituati.
2) “Sono stato più cattivo”, Enrico Ruggeri si racconta iniziando a ricordare quando, un diciottenne italiano, in pellegrinaggio con gli amici nella capitale della musica, sta ballando un lento con una ragazza.
3) “Jack è uscito dal gruppo”, quello di Alessio Bernabei è un sogno con più percorsi: dalla Banda di Tarquinia ai Dearjack, dall’uscita dal gruppo al sole della California: alti e bassi, successi e musica.
4) “In nome del rock italiano”, il cantautore Mimmo Parisi e il blogger Diego Romero hanno segnalato nel libro, tra romanzo e antologia, il contributo che gli artisti italiani hanno, con la loro sensibilità, dato al rock.
5) “Dietrologia”, Fabri Fibra con il suo scritto, presentazione del giornalista Marco Travaglio del Fatto Quotidiano, crea spazio anche per una relativamente nuova categoria legata al rap letterario.

Libro nuovo di Ruggeri al premio ILMIOLIBRonline

Anche l’autobiografia di Enrico Ruggeri “Sono stato più cattivo” è presente tra i libri da leggere quest’estate, all’interno del nostro bel contenitore di narrativa. E’ stato proposto da Franco Giannini, lettore storico del nostro Premio, come testo al quale assegnare i vostri voti. Buona lettura. La descrizione, invece, è tratta dall’ottimo lavoro svolto da un giornalista che già in passato si è interessato delle attività artistiche parallele dei cantautori. Quindi, da Rockol, la parola a Franco Zanetti.

Ha impressionato la precisione con cui Ruggeri rievoca fatti e vicende: una precisione minuziosa che forse diminuisce la piacevolezza della lettura. Avrei preferito, insomma, che il libro avesse una maggiore leggerezza e dedicasse più spazio all’aneddotica “leggera” che alle ricostruzioni dettagliate dell’accaduto.

Complessivamente, ho apprezzato il racconto degli anni che hanno preceduto l’inizio dell’attività professionale di Enrico: l’infanzia, l’adolescenza e la prima giovinezza sono rievocate con sentimento, il che secondo me fa di quelle pagine le più riuscite del libro.
Per il resto, il mio ricordo di certi fatti dei quali sono stato testimone, e a volte parte attiva, non sempre coincide esattamente con quello di Ruggeri – ma questo non significa che il suo non sia corretto: semmai può essere indice del fatto che la mia memoria è più fallace della sua, o che la mia conoscenza di alcuni avvenimenti è spesso di seconda mano.

Per l’affetto che provo per Enrico, mi sarebbe piaciuto scoprirlo, in questo libro, più sereno e più pacificato col passato. Mi pare invece di sentirlo ancora amareggiato (a ragione o a torto, questo non sta a me dirlo) e desideroso di rivendicazioni. Gli auguro, girata la boa dei sessant’anni, che ha compiuto il 5 giugno 2017, di riuscire a cominciare a guardare con un sorriso in più a quello che è stato, e con lieta aspettativa a quello che ancora sarà.